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Giornata Internazionale della Donna: 8 Marzo tra ricordi, rivoluzioni e stereotipi

Care amiche del mondo curvy, oggi 8 Marzo 2019, che siate d’accordo o meno, si celebra la Giornata Internazionale della Donna. Una giornata povera di contenuti per alcune eppure ricca di significati e ricordi per altre.

Figlia o moglie, vergine o madre, questi i ruoli riservati per secoli alla donna. Poi qualcosa è cambiato, e sono arrivati l’emancipazione, il diritto al voto e alla parità dei sessi.

Facciamo un passo indietro. Perché si festeggia l’8 marzo?

women's day

Di Giornata Internazionale della donna si iniziò a parlare nel 1907 e nel 1909 nacque negli Stati Uniti, per volontà del partito socialista americano, il Woman’s Day; fu però poi soprattutto la Russia a fare da propulsore alla celebrazione: l’8 marzo 1917 le donne di San Pietroburgo dichiararono sciopero e organizzarono una grande manifestazione per chiedere la fine della guerra e ottenere il ritorno dei loro uomini in patria.

Quella giornata ebbe un effetto esplosivo, dando vita a una serie di ulteriori manifestazioni: fu l’inizio della Rivoluzione russa di febbraio che portò alla caduta dello zar.

La prima Giornata Internazionale della donna in Italia venne celebrata nel 1922. 

Si deve, però, aspettare fino al 1946 per la comparsa del suo simbolo: la mimosa. Il suo colore giallo esprime vitalità, forza e gioia, ed è anche il colore che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita. 

Una metafora per ricordare le donne che si sono battute, e si battono ancora, per l’uguaglianza tra i sessi.

Si perché il cammino sembra essere ancora lungo e le donne, in molti paesi del mondo, sono lontane dalla parità dei sessi.

Per non parlare dei tantissimi stereotipi in cui le donne di tutto l’emisfero vengono racchiuse e che non corrispondono alla realtà; primo fra tutti quello relativo all’aspetto fisico, che discrimina le magre dalle formose, le belle dalle meno belle, le sexy dalle non.

Come se il mondo fosse un palcoscenico, la vita una sfilata e tutte le donne debbano essere giudicate per come appaiono esteriormente.

Come se tutti gli uomini avessero poi gli stessi gusti e ci fossero delle verità assolute in tema.

In un’intervista di alcuni anni fa, fu chiesto alla celebre scrittrice Dacia Maraini: Qual è il corpo felice a cui dovremmo aspirare?” e lei rispose: “Un corpo capace di dare felicità ma anche di prenderla per sé”.

Perché il mondo è bello perché vario; siamo tutti componenti unici di un ecosistema differenziato ed ugualmente imperfetto, che però può renderci felici se iniziamo a guardarlo senza giudicarlo.

Buona Giornata Internazionale della Donna a tutte le affezionate lettrici del nostro blog Exsy abbigliamento donna curvy!

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